Chi Siamo

L’Istituto Parma Qualità (I.P.Q.) è un Organismo privato autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole - ai sensi del Regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli ed alimentari - a svolgere le funzioni di controllo finalizzate a garantire che i suddetti prodotti rispondano ai requisiti dei rispettivi disciplinari di produzione.
L’Istituto nasce, sotto la forma giuridica del Consorzio, nel dicembre 1997 per volontà delle varie componenti la filiera suinicola: Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori (C.I.A.), Unione Nazionale Associazioni Produttori Suini (U.N.A.PRO.S.), Associazione Nazionale Allevatori Suini (A.N.A.S.), Associazione Industriali delle Carni (ASS.I.CA.) e Consorzio del Prosciutto di Parma.
I.P.Q. inizia la propria attività - con autorizzazione temporanea - il 1° gennaio 1998 svolgendo le funzioni di controllo e certificazione della filiera del D.O.P. "Prosciutto di Parma”, costituita, al novembre 2008, da 4837 allevamenti situati in 11 regioni dell’Italia centro settentrionale, da 211 macelli e laboratori di sezionamento, operanti nel medesimo territorio, da 184 stabilimenti di stagionatura e 27 laboratori di affettamento e preconfezionamento, tutti situati nel territorio tipico della provincia di Parma.
Il riconoscimento definitivo dell’attività di I.P.Q. avviene con il Decreto 13 ottobre 1998 con il quale l'allora Ministero per le Politiche Agricole iscrive l’Istituto all’ ”Albo degli organismi di controllo privati per le denominazioni di origine protetta (DOP) e le indicazioni geografiche protette (IGP)" istituito presso il Ministero medesimo. Successivamente, con Decreti 30 novembre 1998 e 23 aprile 1999, I.P.Q. è autorizzato ad effettuare i controlli, ai fini della certificazione, anche sulle filiere D.O.P. "Prosciutto di Modena" e "Culatello di Zibello". Infine , con il Decreto 29 luglio 2004, l’IPQ è stato autorizzato ad effettuare i controlli sulla DOP "Salame di Varzi”